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Vaccini in vacanza: il domicilio sanitario in altra regione come strategia per non vanificare il piano “richiami”

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Affitti brevi e vaccini in vacanza: è possibile conciliare l’esigenza di pianificare un soggiorno estivo con gli appuntamenti vaccinali?

Quella in arrivo sarà ancora un’estate italiana, le case vacanza in affitto breve e le seconde case saranno anche quest’anno i luoghi di soggiorno preferiti da chi si sposterà per le ferie, considerando anche la possibilità, che appare sempre più concreta, di vaccinarsi in vacanza.

Con l’allentarsi delle misure di contenimento e con il drastico calo dei contagi da Covid-19, gli italiani possono iniziare a pensare alle vacanze con maggior serenità.

Le somministrazioni di vaccini proseguono a ritmo serrato, sono state inoculate oltre 38 milioni di dosi e sono più di 12 milioni coloro che hanno completato il percorso di immunizzazione, mentre è di queste ore la notizia dell’apertura delle prenotazioni anche per i più giovani.

Una nutrita platea di persone è in lista per la prima dose e sono ben 15 milioni coloro che dovranno effettuare i cosiddetti richiami proprio in costanza delle ferie di luglio e agosto.

Vaccini in vacanza: la possibilità di vaccinarsi fuori dalla propria regione

Sarà possibile dunque raggiungere le più rinomate località balneari e le città d’arte italiane per la tanto attesa vacanza estiva nonostante le scadenze temporali delle seconde dosi?

Vaccinarsi fuori dalla propria regione non sembra affatto impossibile, e appare oggi un progetto realizzabile.

Il commissario per l’emergenza sanitaria, generale Figliuolo, difatti, sta valutando l’utilizzo di strutture situate in location vacanziere da utilizzare come hub, mettendo i sistemi informatici delle regioni in comunicazione tra di loro.

Dopo oltre un anno di restrizioni, le vacanze non sono solo agognate come momento di meritato relax dal popolo di vacanzieri, ma sono un’esigenza per l’economia nazionale in fase di ripresa.

La possibilità di vaccinarsi in vacanza sarebbe vantaggiosa davvero per tutti e andrebbe speditamente organizzata una task force con gli assessori alla salute di tutte le regioni italiane.

Chi si avvantaggerebbe di un’organizzazione più flessibile delle somministrazioni?

  • Chi vuole programmare le proprie ferie senza dover fare i conti con il timing del richiamo
  • I lavoratori stagionali che si spostano nelle località turistiche
  • Il buon esito di una campagna vaccinale che procede sollecitamente
  • Il comparto turistico finalmente pronto a ripartire
  • L’economia nazionale, che vedrebbe gli italiani prediligere il proprio Paese come luogo di vacanza

Organizzare le proprie ferie con la tranquillità di avere nelle vicinanze un hub vaccinale incentiverebbe prenotazioni di soggiorni più lunghi in questa delicata fase, ossigenando il settore che maggiormente ha subito le conseguenze della pandemia.

Il green pass italiano inoltre consentirebbe di spostarsi liberamente sul territorio nazionale a prescindere dal colore assegnato alla regione di partenza e di arrivo.

Il turista vaccinando dovrebbe così solo disdire l’appuntamento già fissato per il richiamo e eleggere il proprio domicilio, per almeno due settimane, nel luogo di vacanza.

Vaccini in vacanza, l’organizzazione delle Regioni

In questa fase prodromica le Regioni stanno già pensando a strategie utili per evitare che l’immunizzazione subisca degli stop.

La Regione Lombardia ha organizzato i richiami in modo da anticipare o posticipare, nei limiti del consentito, la somministrazione delle seconde dosi, cercando di andare incontro alle esigenze dei cittadini.

Ancor prima che venga stabilito un piano nazionale, Liguria e Piemonte hanno trovato un accordo e stilato un protocollo d’intesa per vaccinare ciascuna i cittadini provenienti dall’altra regione.

Le vaccinazioni dei piemontesi in vacanza sulle coste Liguri e di questi ultimi nel pieno relax delle montagne piemontesi, che a breve saranno dichiarate completamente Covid free, avverrebbe solo per i soggiorni turistici nei periodi tra il 15 giugno e il 15 settembre.

Gli accordi interregionali coadiuvati dal nullaosta del commissario all’emergenza Figliuolo potrebbero dunque essere una strategia praticabile fin da subito.

La soluzione paventata dai più per contemperare le esigenze dei vacanzieri e degli operatori del settore turismo con l’urgenza di immunizzare quanto prima il 70-80% della popolazione nazionale, sarebbe quella di sottoscrivere un domicilio temporaneo coincidente con la località turistica prescelta e richiedere per tempo la somministrazione del vaccino in tale luogo.

Non si tratterebbe di numeri stratosferici, né di esigenze ingestibili, e la comunicazione preventiva del domicilio vaccinale, favorirebbe la prenotazione immediata di affitti brevi e case vacanza anche per periodi superiori alla settimana.

La presenza di centri vaccinali nelle top destination italiane già Covid free, come le numerose isole dove tutta la popolazione è stata già immunizzata, susciterebbe appeal anche in quanti finora non hanno ancora approcciato la strada del vaccino.

Le case vacanza in affitto breve oltre a assecondare le più sentite esigenze di privacy e sicurezza, rappresenterebbero il domicilio sanitario temporaneo da comunicare in caso di richiesta di vaccino fuori regione.

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